Ti è mai capitato di rimanere a casa da solo e di iniziare a sentire rumori strani che, all’improvviso, fanno sembrare persino il frigorifero un serial killer? Fears to Fathom: Home Alone trasforma quella paura così quotidiana in un’esperienza di terrore psicologico tanto semplice quanto efficace. In questo primo episodio della saga creata da Rayll, vesti i panni di Miles, un ragazzo di 14 anni i cui genitori partono per un viaggio di lavoro e lo lasciano solo per una notte che non dimenticherà mai. Quello che sembrava un pomeriggio tra videogiochi, cibo da asporto e totale libertà si trasforma poco a poco in un incubo in cui ogni decisione può fare la differenza tra sopravvivere... o diventare la prossima storia dell’orrore.
Il gioco si svolge interamente in prima persona e punta su un ritmo lento che riesce a generare una tensione costante. All’inizio svolgi attività del tutto normali, come preparare la cena, rispondere ai messaggi sul cellulare, guardare la televisione o muoverti per casa. Tuttavia, man mano che la notte avanza, iniziano a verificarsi piccoli eventi che risultano inquietanti. Una chiamata inaspettata, un rumore proveniente dall’esterno, un’ombra dove non dovrebbe esserci nessuno o una porta aperta nel momento meno opportuno sono sufficienti per far sì che il giocatore inizi a diffidare assolutamente di tutto.
Il gameplay si concentra sull’esplorazione e sul prendere decisioni naturali all’interno della storia. Non troverai armi impossibili né mostri giganti che ti inseguono per i corridoi. Dovrai invece osservare l’ambiente circostante, interagire con gli oggetti, leggere i messaggi che ricevi sul telefono e reagire con buon senso alle situazioni che potrebbero verificarsi nella vita reale. Quella sensazione di realismo rende la paura molto più intensa, perché non sai mai quando comparirà il pericolo né se la scelta che hai appena fatto sia stata quella giusta.
Uno degli elementi più originali di Fears to Fathom è la sua estetica ispirata alle videocassette VHS degli anni Novanta. L’immagine presenta un leggero effetto di rumore, colori spenti e l’aspetto di una vecchia registrazione, che fa sembrare il tutto una storia ritrovata in una vecchia videocamera. In combinazione con un eccellente design sonoro, in cui ogni scricchiolio del pavimento, ogni colpo alla finestra e ogni silenzio prolungato aumentano la tensione, il gioco riesce a rendere inquietante persino il semplice fatto di camminare lungo un corridoio illuminato.
L’avventura è relativamente breve, ma è pensata per tenerti con il fiato sospeso per tutta la durata del gioco. Inoltre, la storia si ispira a racconti inviati da persone che affermano di aver vissuto esperienze reali, il che aggiunge una componente psicologica molto efficace. Non sai mai se il pericolo sia frutto della tua immaginazione o se davvero qualcuno ti stia osservando dall’esterno della casa, e proprio questa incertezza è il punto di forza principale del gioco.
Rayll ha sviluppato questo gioco horror.